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giovedì 31 marzo 2011

L'E.N.I.A.C.

Perche il primo computer si chiamaba ENIAC?

Electronic (electronico)
Numerical (numerico)
Integrator (Integratore)
And          (e)
Computer (calcolatore)

Ed stato chiamato così perche è stato il primo calcolatore electronico con soli circuiti electronici, invece che parti meccaniche come i modeli procedenti.

Come era il primo computer?

Come tutti i primi computer occupava una stanza di grandi dimensioni, m 9 x 30, per una superficie complessiva di 180 m2, e pesava 30 tonnellate. Era costituito principalmente da 42 pannelli disposti su tre pareti della stanza. Ogni pannello era alto circa 9 piedi, largo 2 piedi e spesso 1 piede. Sopra i pannelli erano stati sistemati i condotti di aria per il raffreddamento. C'erano inoltre 5 pannelli portatili che potevano venir spostati da un posto all'altro.

J. Mauchly e J. Eckert erano riusciti a costruire il primo calcolatore con soli circuiti electtronici non in movimento.

Unità di misura (Piede):
1 piede = 0,3048 m = 30,48 cm

lunedì 28 marzo 2011

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA

Tutti i giovedì pomeriggio fino a giugno 2011, all'interno del Laboratorio di Italiano svolto al C.T.P. 3 ex Drovetti, si stà svolgendo un workshop di fotografia.
In questo articolo potrete leggere alcune riflessioni in merito.

"Bello come l'incontro fortuito
su un tavolo di dissezione
di una macchina da cucire e di un ombrello"
Isidore Ducasse Conte di Lautréamont, Canti di Maldoror, VII

L'epoca attuale è caratterizzata più di ogni altra da un infinito accumulo di immagini serializzate e da un immaginario sempre più condizionato dal modello unico e totalizzante di una bellezza stereotipata.
L'uso diffuso dei social network - con il rischio di una sovraesposizione banalizzante dei corpi, delle facce, delle storie e delle vite - e l'accessibilità e la padronanza allargata del digitale rischiano di diventare, talvolta, la protesi tecnica perfetta per l'affermazione di un'estetica, e di un pensiero, unici.
Crediamo tuttavia che esista il modo di servircene in senso opposto: per liberare la creatività singolare di ciascuno, moltiplicare e valorizzare le differenze dei gusti e delle percezioni, conoscere il mondo da più di un punto di vista, sfruttando a pieno i vantaggi offerti da nuove tecnologie che sono, in sè, accessibili a tutti.
Insieme all'architetto e docente Maurizio Briatta abbiamo così intrapreso un percorso pratico di fotografia a costo zero (prevede l'uso delle fotocamere incorporate nei telefonini), alla scoperta della Bellezza che, imprevedibilmente e a dispetto di ogni abitudine, abita le cose di tutti i giorni.

Per maggiori informazioni sul Laboratorio di Italiano si rimanda al link sottostante:
http://associazioneculturaleleoasi.blogspot.com/2010/11/laboratorio-di-italiano-per-stranieri.html

giovedì 24 marzo 2011

L'Odissea

L'Odissea sarebbe stata scritta da Omero, un poeta cantore cieco, che errava per le corti dei re e dei principi, recitando i suoi poemi già nell'antichità, la fama di questi poemi era cosi grande, che molte città vantavano di essere la patria di Omero.

Marienela Calle Bermeo

Ciao, mi chiamo Marienela. Ho 18 anni. 
Vengo dal Peru. Sono una ragazza allegra,
con  gli occhi marroni, i capelli ricci
 e sono magra. La mia pelle è un
po’ scura. Io sono alta. 
Le mie gambe sono magre. Le mie mani
sono grosse. La mia bocca e piccola
Mi piace ballare.

Hello, my name is marienela. I’m 18 years old.
I’m from Peru. I’m an happy girl,
With brown eyes. My hair are curly.
I’m thin. My skin is dark.
I’m tall.
My legs are thin. My hands are
big. My mouth is little.
I like dancing.

Susai Alexandru

Ciao , mi chiamo Alex.
Ho 16 anni e vengo dalla Romania.
Abito a Torino con i miei genitori e vado a scuola.
Mi piace divertirmi e uscire con gli amici.
Il colore dei miei occhi è azzurro
Ho i capelli molto corti e ho un orecchino che ora non stò portando.
La mia altezza e nella media e la mia carnagione e bianca.
Il mio fisico è allenato inoltre vado in palestra ma ho la fortuna di mangiare di tutto e di più.
Mi piacciono molto i cani, con le zampette piccoline.

Anggela Calvo

Ciao! Mi chiamo Anggela, sono peruviana, ho 17 anni e abito a Torino con mia madre e mio padre.
Sono una ragazza allegra e timida.
Mi piace disegnare, cantare e il mio colore preferito è il nero.
Sono bassa, la mia pelle è chiara, ho i capelli neri lunghi, i miei occhi sono neri e il mio naso e le miei orecchie sono piccole.

Hi! My name is Anggela, I’m from Peru, I’m 17 years old and I live with my mother and father in Turin.
I’m a happy and timid girl. I like drawing, singing and my favourite colour is black.
I’m short, my skin is clare, my hair are black and long, my eyes are black, my nose and ears are little.

giovedì 3 febbraio 2011

SE TU MI DIMENTICHI


Io voglio che tu sappia
Una cosa
Tu lo sai com’è
Se guardo
La luna di vetro , il ramo rosso
Del lento autunno alla mia finestra ,
Se tocco
Vicino al fuoco
La  impalpabile cenere
E il rugoso corpo  della legna
Tutto mi conduce  a te
Come se ciò esiste
Aromi , luce , metalli
Fossero piccole navi che navigano
Verso le tue isole che m’attendono
Adesso bene
Se a poco a poco cessi di amarmi
Io te smetterò  d’amarti poco a poco
Se improvvisamente
Mi dimentichi
Non mi cercare
Che già ti avrò dimenticato
Se si consideri pazzo e lungo  
Il vento della bandiera
Che passa per la mia vita
E tu decidi
Di lasciarmi alla riva
Del cuore in cui ho le radici
Pensare
Che in quel giorno
In quella ora
Alzare le braccia
E lasciare le mie radici
A cercare altra terra
Ma
Se ogni giorno
Ogni ora
Senti che a me sei destinata
Con dolcezza implacabile
Se ogni giorno sale
Un fiore alle tue labbra a cercarmi
Oh amore mio, oh mia
In me tutto quel fuoco si ripete
In me niente si spegne ne si dimentica
Il mio amore si nutre del tuo amore .Amata
E mentre tu sei viva sarà tra  le tue braccia
Senza uscire dalle mie

VERSIONE IN SPAGNOLO

SI TÚ ME OLVIDAS

QUIERO que sepas
una cosa
.
Tú sabes cómo es esto:
si miro
la luna de cristal, la rama roja
del lento otoño en mi ventana,
si toco
junto al fuego
la impalpable ceniza
o el arrugado cuerpo de la leña,
todo me lleva a ti,
como si todo lo que existe,
aromas, luz, metales,
fueran pequeños barcos que navegan
hacia las islas tuyas que me aguardan.
Ahora bien,
si poco a poco dejas de quererme
dejaré de quererte poco a poco
.
Si de pronto
me olvidas
no me busques,
que ya te habré olvidado.
Si consideras largo y loco
el viento de banderas
que pasa por mi vida
y te decides
a dejarme a la orilla
del corazón en que tengo raíces,
piensa
que en ese día,
a esa hora
levantaré los brazos
y saldrán mis raíces
a buscar otra tierra
.
Pero
si cada día,
cada hora
sientes que a mí estás destinada
con dulzura implacable.
Si cada día sube
una flor a tus labios a buscarme,
ay amor mío, ay mía,
en mí todo ese fuego se repite,
en mí nada se apaga ni se olvida,
mi amor se nutre de tu amor, amada,
y mientras vivas estará en tus brazos
sin salir de los míos